L’anima (in arabo, nafs) quale abitualmente menzionata nel Corano, significa "ego" o "personalità".
Nel Corano, Allah definisce i due aspetti dell’anima: quella che ispira il male e le cattive azioni e l’altra, che protegge da ogni ingerenza maligna. Come appare evidente in Surat Ash-Shams:
Per l'anima e Ciò che l'ha formata armoniosamente ispirandole empietà e devozione. [Mostrandole il modo di distinguere la via del bene da quella del male] Ha successo invero chi la purifica, è perduto chi la corrompe. (Surat as Shams, 7-10)
Le informazioni relative all’anima che si trovano in questi versetti assumono rilevante importanza: nel processo di creazione dell’uomo, è Allah ad ispirare l’empietà nell’anima umana. Empietà, "fucur" in arabo, significa "distruggere i limiti della rettitudine". Come termine religioso, significa: "commettere un peccato, ribellarsi, mentire, disobbedire, trasgredire, commettere adulterio, corruzione morale …"
Oltre all’aspetto empio dell’anima, vediamo, da Surat As–Shams, che Allah ha ispirato nell’anima anche la coscienza, vale a dire il senso di ciò che è buono e di ciò che è cattivo. Nella seconda parte del versetto apprendiamo che chi accetta con sincerità l’empietà della propria anima e la purifica grazie all’ispirazione di Allah, otterrà la salvezza per l’eternità, la quale è vera e certa e da cui deriva l’approvazione, la misericordia e il Paradiso. Quelli che, al contrario, non espellono l’empietà dalle loro anime, dovranno affrontare una destino terribile.
A questo punto, si può trarre un‘importante conclusione: ogni anima è segnata dall’empietà; il solo modo per purificarla è di accettare e osservare i limiti posti da Allah seguendo la Sua Sua guida.
Una delle più importanti differenze fra i credenti ed i non credenti risulta a questo punto chiara. Soltanto l’insegnamento del Corano consente una comprensione interiore dell’aspetto empio dell’anima e i mezzi per rimediarvi. Identificare il male dell’anima e purificarla sono gli aspetti della vera religione e dei Messaggeri che l’hanno comunicata.
Nel versetto 87 di Surat Al-Baqara, Allah si rivolge in questa maniera al popolo ebraico: "Ogniquavolta un messaggero vi portava qualcosa che vi spiaceva, vi gonfiavate d'orgoglio! Qualcuno di loro lo avete smentito e altri li avete uccisi."
Come questo versetto suggerisce, i miscredenti si sottomettono semplicemente al male delle loro anime giungendo così a sfidare costantemente la vera religione e i suoi messaggeri. Tali individui non riescono a preservare la loro anima dalla cupidigia, come lo si è visto in Surat Ash-Shams.
I credenti, al contrario, sono consapevoli dell’esistenza e dell’unicità di Allah. Lo temono e si preoccupano di osservare i limiti da Lui posti. Non si sottomettono al male della loro anima, non lo nascondono, ma lo rivelano e se ne proteggono secondo l’ispirazione divina. Le parole del Profeta Giuseppe (as) guidano i credenti a una condotta retta: "Non voglio assolvere me stesso! In verità l'anima è propensa al male, a meno che il mio Signore per la misericordia [non la preservi dal peccato]. In verità il mio Signore è perdonatore, misericordioso. (Surah Yûsuf, 53)
Sapendo che l’anima è continuamente propensa al male, un credente dovrà sempre essere consapevole e in guardia contro i misfatti in cui essa può facilmente rimanere coinvolta.
A questo punto, possiamo dire di avere compreso chiaramente il lato “empio” dell’anima. L’anima, tuttavia, è anche aperta alla rettitudine, in altre parole, all’ispirazione di Allah. Questa ispirazione induce a fare ritorno a sé stessi e impedisce all‘anima di soddisfare le sue cattive inclinazioni. A tale ispirazione, che conduce l’uomo alla rettitudine, a tale capacità di discriminare il vero e il falso, si fa comunemente riferimento con il termine di "coscienza".
La coscienza è una bussola infallibile interna all’animo umano, la quale invita continuamente al bene. In tal senso, la coscienza è, in un certo modo, la voce di Allah che risuona all’interno di noi stessi. Purché una persona l’ascolti e comprenda i principi fondamentali del Corano, procederà sempre sul retto cammino.
Finché un individuo seguirà la voce della propria coscienza, sarà un modello che manifesterà gli attributi di Allah nella sua persona. Allah è infinitamente compassionevole e misericordioso; chi si sottomette a Lui avrà misericordia degli altri. Allah è infinitamente intelligente, e così anche un credente che Lo serve sarà intelligente. Più si sentirà vicino ad Allah, più si sottometterà a Lui e più si purificherà alla Sua presenza:
Quelli che invece credono e compiono il bene sono i migliori di tutta la creazione. (Surat-al Bayyinah, 7)
La coscienza umana funziona in conformità ai comandamenti di Allah. I criteri della coscienza stabiliti nel Corano, tuttavia, sono del tutto differenti da quelli cui aderisce la società. Occuparsi dei cani abbandonati o fare la carità ad un mendicante sono esempi tipici che riflettono la mentalità propria della coscienza nella società. La coscienza di un credente, d’altro canto, esige una totale accettazione dei comandamenti e dei divieti contenuti nel Corano. Il credente coglierà e comprenderà inoltre i numerosi dettagli formulati in termini generali nel Corano seguendo la guida della sua coscienza.
Ad esempio, Allah comanda all’uomo di spendere ciò che eccede i suoi bisogni. Un individuo può determinare la natura dei suoi bisogni solo mediante la sua anima. Chi è privo di sensibilità, non è sicuramente in grado di determinare il giusto valore dei propri bisogni e non può così rispondere ai comandamenti di Allah nel modo migliore.
Nel corso della vita quotidiana, ci si confronta costantemente con situazioni che esigono una scelta. Una sola di queste scelte, tuttavia, si conforma al volere di Allah. I credenti sono responsabili di compiere la scelta idonea, seguendo l’ispirazione di Allah. È questo infatti ciò che si percepisce nel momento della scelta, la voce che guida al cammino retto. Solo successivamente, nella seconda fase, l’anima entra in scena, deviando verso alternative inaccettabili. È durante questa fase che l’anima accampa varie scuse per giustificare le opzioni errate. Il Corano fornisce numerosi esempi di tali “scusanti”.
I credenti dovrebbero sapere come fare fronte a tali mormorii, evitando di prestar loro alcuna attenzione, senza dargli ascolto, proseguendo semplicemente nella propria strada, ispirati dalla buona coscienza. Gli esempi che ci vengono offerti nel Corano riguardo alla coscienza dovrebbero indurre l’uomo ad una riflessione. Nel versetto seguente, si parla dello zelo di alcuni credenti per trovare i mezzi per lottare nel cammino di Allah:
Non saranno ritenuti colpevoli i deboli, i malati e coloro che non dispongono di mezzi, a condizione che siano sinceri con Allah e col Suo Messaggero: nessun rimprovero per coloro che fanno il bene. Allah è perdonatore, misericordioso. E neppure [avranno colpa] coloro che ti vengono a chiedere un mezzo di trasporto e ai quali rispondi: «Non trovo mezzi con cui trasportarvi», e che se ne vanno con le lacrime che scendono dai loro occhi, tristi di non avere risorse da impiegare [per la causa di Allah]. (Surat -at Tawbah, 91-92)
Battersi contro dei nemici implica ovviamente un pericolo. Chi decide di partecipare ad una guerra rischia naturalmente la sua vita la salute. Ciononostante, all’epoca del nostro Profeta (saas), i credenti mostravano un desiderio ardente di lottare nel cammino di Allah, tanto che il fatto di non riuscire a prendere parte ai combattimenti era causa di profonde sofferenze. Questo è certamente un sorprendente caso di coscienza così come definita nel Corano.
L’aspetto empio dell’anima non può sviare un credente all’improvviso. Essa incoraggia piuttosto la negligenza di quelle responsabilità che deve assumere per la causa di Allah. Avanzando delle scuse, l’anima tenta di distrarre la persona dall’osservanza dei limiti posti da Allah. L’influenza dell’anima diviene più intensa allorché si soggiace ai suoi desideri. Gli effetti di un tale atteggiamento possono risultare estremamente dannosi alla fede, tanto da poter condurre alla miscredenza. Quali che siano le circostanze, il credente deve conformarsi ai comandamenti di Allah e contenere costantemente i desideri e i capricci del suo ego. Del resto, Allah si rivolge così ai Suoi servitori:
Temete Allah per quello che potete, ascoltate, obbedite e siate generosi: ciò è un bene per voi stessi. Coloro che si saranno preservati dalla loro stessa avidità saranno quelli che prospereranno. (Surat-at Taghâbun, 16)
In questo versetto Allah comanda ai credenti di temerLo, di obbedirGli e di prestare ascolto alle Sue decisioni. Gli è inoltre richiesto di spendere per la Sua causa, dal momento che ciò gli permetterà di essere salvati dalla "loro stessa avidità" consentendogli quindi di raggiungere la vera prosperità. Un altro versetto dichiara:
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni, avrà invero il Giardino per rifugio. (Surat-an Nâzi’ât, 40-41)
Un’anima che si è purificata dai propri desideri egoistici, e che ha in tal modo conseguito il compiacimento di Allah e il Paradiso, è definita nel Corano "anima ormai acquietata".
“O anima ormai acquietata, ritorna al tuo Signore soddisfatta e accetta; entra tra i Miei servi, entra nel Mio Paradiso”. (Surat-al Fajr, 27-30)
Coloro che, al contrario, non purificano le loro anime e sono dunque destinati all’Inferno, saranno in preda al rimorso per ciò che avranno fatto. Il rimorso provato da miliardi di persone che hanno già vissuto sulla terra sarà tremendo da sopportare. Questa è una verità alla quale nessun miscredente potrà sfuggire. Questo giorno è reale, così reale che Allah invita a osservare l’"anima in preda al rimorso" dopo la resurrezione :
Lo giuro per il Giorno della Resurrezione, lo giuro per l'anima in preda al rimorso. (Surat-al Qiyamah, 1-2)
Coloro che assumono a divinità i loro vani desideri e le loro passioni
Nelle pagine precedenti, abbiamo analizzato i due aspetti dell’anima: quello che ispira il male e le azioni empie, e l’altro, che preserva da tale influenza. Nel Corano, la parola "hawa" è utilizzata per designare il lato empio dell’anima. È definita come “desiderio, passione, brama sessuale, lussuria e tutti quei fattori negativi interni che corrompono l’uomo”.
L’unica guida dei miscredenti è questo aspetto maligno e negativo dell’anima, chiamato hawa. Soddisfare i propri vani desideri e le passioni diviene un modo di vita per loro. Di conseguenza, tutte le loro facoltà mentali e tutti i loro sforzi si basano sulla gratificazione dei loro capricci. In tale stato, diviene praticamente impossibile per un miscredente comprendere gli insegnamenti della religione. Il Corano riferisce questo fatto:
Fra loro ci sono quelli che fanno finta di ascoltarti, ma, quando sono usciti dalla tua casa, dicono a coloro cui è stata data la scienza: « Che cosa ha detto poc'anzi?». Essi sono coloro cui Allah ha suggellato i cuori e che si abbandonano alle loro passioni.. (Surah Muhammad, 16)
Chi si sottomette alle cattive inclinazioni della propria anima farà ricorso a queste ogni volta che dovrà prendere una decisione. Per questi, i capricci ed i desideri diventano argomenti nella propria scelta fra il vero ed il falso. È parimenti una prova manifesta quella relativa al fatto che alcuni adorano la propria anima od in altre parole il proprio ego. Nel Corano, questo stato di fatto è definito "prendere la propria passione come fosse un dio" come lo vediamo nel versetto che segue:
Non ha visto quello che assume a divinità le sue passioni ? Allah scientemente lo allontana, suggella il suo udito e il suo cuore e stende un velo sui suoi occhi. Chi lo potrà dirigere dopo che Allah [lo ha sviato]? Non rifletterete dunque? (Surat-al Jâthiya, 23)
Nel Corano, chi si lascia guidare dalle proprie passioni e dai propri desideri, facendo mediante ciò prova di mancanza di vero intelletto, è considerato come "sordo e cieco". I credenti, al contrario, sono dotati di lungimiranza, per mezzo della quale sono in grado di distinguere il vero dal falso e parimenti sono dotati di intuizione che gli permette una chiara comprensione degli avvenimenti che si susseguono intorno a loro. Nel versetto che segue, le persone e le nazioni sprovviste di intelletto a causa del loro attaccamento alle proprie passioni, sono descritti in questo modo:
Di': «O Gente della Scrittura, non esagerate nella vostra religione. Non seguite le stesse passioni che seguirono coloro che si sono traviati e che hanno traviato molti altri, che hanno perduto la retta via. (Surat-al Mâ’idah, 77)
Perché non mangiate quello su cui è stato pronunciato il Nome di Allah quand'Egli vi ha ben spiegato quello che vi ha vietato, a parte i casi di forza maggiore? Molti traviano gli altri a causa delle loro passioni e della loro ignoranza. Il tuo Signore conosce i trasgressori meglio di chiunque altro. (Surat-al An’âm, 119)
O voi che credete, attenetevi alla giustizia e rendete testimonianza innanzi ad Allah, foss'anche contro voi stessi, i vostri genitori o i vostri parenti, si tratti di ricchi o di poveri! Allah è più vicino [di voi] agli uni e agli altri. Non abbandonatevi alle passioni, sì che possiate essere giusti. Se vi destreggerete o vi disinteresserete , ebbene Allah è ben informato di quello che fate. (Surat-an-Nisâ’, 135)
Gli ingiusti cedono invece alle loro passioni senza sapere. Chi può guidare colui che Allah allontana? Essi non avranno chi li soccorra. (Surat-ar-Rum, 29)
Se la verità fosse consona alle loro passioni, certamente si sarebbero corrotti i cieli e la terra e quelli che vi si trovano! No, abbiamo dato loro il Monito, ma essi se ne allontanano. (Surat-al Mu’minûn, 71)
E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione . Giudica tra loro secondo quello che Allah ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta. Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso. Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone: tutti ritornerete ad Allah ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi. Giudica dunque tra di loro secondo quello che Allah ha rivelato e non indulgere alle loro passioni. Bada che non cerchino di allontanarti da una parte di quello che Allah ha fatto scendere su di te. Se poi ti volgon le spalle, sappi che Allah vuole colpirli per alcuni dei loro peccati. Invero molti uomini sono perversi. (Surat-al-Mâ’ida, 48-49)
Il fatto di seguire le proprie passioni ed i propri vani desideri rende ciechi di fronte ai propri errori e purtroppo una persona del genere rischia di conoscere rapidamente un disastro eterno!
Lo spirito, la coscienza e l’anima
Il Corano ci informa che l’anima ha due aspetti: uno che ispira il male e le azioni malvagie, e l’altro che le previene. Quest’ultimo aspetto, vale a dire la coscienza, guida l’uomo sul cammino della rettitudine, come spiegato nel Corano. La coscienza ha la sua fonte nello spirito che Allah ha insufflato nell’uomo. In Sura As Sajda, Allah afferma in proposito:
Colui che ha perfezionato ogni cosa creata e dall'argilla ha dato inizio alla creazione dell'uomo, quindi ha tratto la sua discendenza da una goccia d'acqua insignificante; quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo Spirito. Vi ha dato l'udito, gli occhi e i cuori. Quanto poco siete riconoscenti! (Surat-as Sajda, 6-9)
Tutti i buoni attributi dell’uomo hanno origine da quest’anima che è ispirata da Allah. Se quest’anima non è del tutto occultata, è possibile, pur indulgendo ai desideri dell’anima inferiore, che alcuni dei superiori attributi di Allah emergano. La coscienza dell’uomo avanza concordemente con i comandamenti di Allah, come affermato nei due versetti seguenti di Surat Ar Rûm:
Gli ingiusti cedono invece alle loro passioni senza sapere. Chi può guidare colui che Allah allontana? Essi non avranno chi li soccorra. Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista , natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini ; non c'è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa. (Surat-ar Rûm , 29-30)
Secondo questi versetti, i miscredenti si perderanno seguendo le proprie brame. Quanto ai credenti, essi devono seguire la religione che Allah ha trasmesso all’uomo per mezzo della rivelazione. Questa religione propone uno stile di vita che meglio corrisponde alla natura dell’uomo ed alla sua coscienza la quale è, in realtà, lo spirito che Allah ha insufflato in ogni uomo.
Il cuore, la saggezza e l’intelligenza
Come abbiamo visto, ci sono due differenti aspetti nell’animo umano, uno che ispira il male e le azioni malvagie, e l’altro che le previene. La saggezza e la perdizione sono intimamente connesse a questi due volti dell’anima. Il Corano ci avverte che il seguire i propri desideri e le proprie passioni non è che una mancanza di saggezza, mentre l’adesione all’aspetto migliore dell’anima conduce alla saggezza.
Una persona che diviene schiava dell’invidia e dei desideri, abbandonando quindi il ricordo di Allah, perde facilmente contatto con la saggezza. Come dice il Corano, si tratta di "gente che non ragiona" (Al Hashr, 14). A prima vista, ciò può sembrare incomprensibile. La maggioranza delle persone crede, infatti, che ogni uomo sia dotato di saggezza e che questa non subisca alcun cambiamento restando costante ed identica, indifferentemente dai tempi e dalle circostanze. Vi è, tuttavia, una incomprensione dovuta all’uso intercambiabile dei concetti di intelligenza e di saggezza. Contrariamente all’opinione comune, l’intelligenza e la saggezza sono completamente diverse. Chiunque può essere intelligente mentre la saggezza è uno degli attributi di chi ha la fede.
Essendo consapevole che, seguendo l’aspetto malvagio della propria anima, l’uomo rischia di perdersi, quali possono essere i mezzi per acquisire la saggezza? La risposta è evidente: l’uomo raggiunge la saggezza allorché obbedisce alla sua coscienza la quale gli ispira i mezzi per proteggersi dai mali del proprio animo.
La saggezza, come descritta nel Corano, è uno stato spirituale che si prova nel più profondo dell’animo. In più di un versetto, si trovano dei riferimenti "ai cuori dotati di saggezza". In questo modo, possiamo pienamente comprendere che la vera saggezza differisce molto dall’intelligenza, la quale è una pura funzione del cervello. La saggezza risiede nel cuore dell’uomo, nel suo animo. Il Corano rivela che la saggezza si trova nel cuore, dal che si deduce che quanti sono sprovvisti di saggezza patiscono tale mancanza a causa dei loro cuori, i quali sono sono ciechi:
Non percorrono dunque la terra? Non hanno cuori per capire e orecchi per sentire? Ché in verità non sono gli occhi ad essere ciechi, ma sono ciechi i cuori nei loro petti. (Surat-al Hajj, 46)
In verità creammo molti dei démoni e molti degli uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio. (Surat-al A’râf, 179)
Hanno preferito rimanere con [le donne] lasciate a casa. I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno. (Surat-at Tawbah, 87)
Abbiamo avviluppato i loro cuori e nelle loro orecchie abbiamo posto un peso, affinché non possano comprenderlo . Quando menzioni nel Corano il tuo Signore, l'Unico, voltano le spalle con ripulsa.. (Surat-al Isrâ’, 46)
Nel Corano si vede che solo le persone che "possiedono un cuore" sono vigili e hanno fede.
In ciò vi è un monito per chi ha un cuore, per chi presta attenzione e testimonia. (Surah Qâf, 37)
La saggezza di cui parla il Corano è dunque direttamente connessa al cuore ed all’anima.
Un punto merita qui la nostra attenzione: la saggezza non è costante, ma varia. L’intelligenza, in quanto funzione del cervello, al contrario, non cambia, se non in caso di accidenti o di malattia mentale. Tutti possiedono un quoziente intellettivo costante. La saggezza, al contrario, può aumentare o diminuire a seconda della forza dell’anima ed del timore di Allah (
taqwa). In questo modo, si dispone di un criterio in forza del quale è possibile distinguere il vero dal falso. Questo fenomeno, che è interamente metafisico, è rivelato all’uomo nel versetto che segue:
O voi che credete! Se temete Allah, vi concederà la capacità di distinguere [il bene dal male] , cancellerà le vostre colpe e vi perdonerà.
Allah è dotato di grazia immensa. (Surat-al ‘Anfâl, 29)
Chi non teme Allah è completamente privo di tale criterio che permette di discernere il vero dal falso. Una persona può essere molto intelligente, può essere un celebre fisico, un sociologo, o una qualcuno che si è "distinto" nella società. Può aver conseguito notevoli scoperte. Chiunque esso sia, se non possiede una vera coscienza, sarà parimenti privo di vero spirito e quindi dell’autentica saggezza. In qualità di scienziato, potrà aver scoperto i misteri del corpo umano, cionostante non avrà spirito e intelletto sufficienti per considerare l’esistenza del Creatore di quello stesso organismo. Piuttosto che esprimere il suo stupore dinanzi alla creazione e lodare il Creatore, si limiterà alla sua persona e loderà se stesso per tali scoperte. Questo scienziato è sicuramente uno che "assume a divinità le sue passioni, e che Allah scientemente allontana" (Surat-al-Jathiyya, 23).
Come menzionato nella Surat Ar–Ra’d, i credenti sono "coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Allah. In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah" (Surat-ar Ra’d, 28)
Lo stato dei cuori dei miscredenti, d’altra parte, è descritto nel versetto che segue:
Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso. (Surat-al Baqara, 7)
... In quel giorno erano più vicini alla miscredenza che alla fede. Le loro bocche non dicevano quello che celavano nel cuore. Ma Allah conosce bene quello che nascondevano. (Surat-al ‘Imrân, 167)
Una persona intelligente può essere priva di intelletto e incapace di distinguere fra il vero ed il falso. Può aver conseguito un’invenzione geniale, può essere un ottimo uomo d’affari, o eccellere in politica, ciononostante può essere del tutto privo della facoltà che consente di distinguere il vero dal falso. E per quanto lo si ammonisca, resta comunque cieco e sordo al messaggio del Corano. Questa è una manifestazione evidente della sua mancanza di intelletto.
"I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno" (Surat-at-Tawba, 87). Ciò costituisce un’importante affermazione nel Corano, la quale sottolinea l’importanza rivestita dal cuore ai fini della comprensione.
Il Corano dedica inoltre uno spazio considerevole all’analisi della relazione fra cuore e comprensione, la quale ritorna in termini diversi.
Allah si insinua tra l’uomo e il suo cuore
O voi che credete, rispondete ad Allah e al Suo Messaggero quando vi chiama a ciò che vi fa rivivere e sappiate che Allah si insinua tra l'uomo e il suo cuore e che sarete tutti radunati davanti a Lui. (Surat-al Anfâl, 24)
L’affetto tra i cuorsi
...instillando la solidarietà nei loro cuori. Se avessi speso tutto quello che c'è sulla terra, non avresti potuto unire i loro cuori; è Allah che ha destato la solidarietà tra loro . Allah è eccelso, saggio! (Surat-al Anfâl, 63)
Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che Allah vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allah vi manifesta i segni Suoi affinché possiate guidarvi. (Surat-al ‘Imrân, 103)
La permeabilità dei cuori
E [ricordate] quando stringemmo il Patto con voi ed elevammo il Monte. "Tenetevi saldamente a quello che vi abbiamo dato ed ascoltate!", dissero: "Ascoltiamo ma disobbediamo". E i loro cuori, per la miscredenza, si abbeverarono al Vitello. Di' loro: "Quanto è spregevole quel che vi ordina la vostra credenza, se davvero credete! ". (Surat-al Baqara, 93)
La pietà dei cuori
Questo è quanto [vi stato è prescritto] e chi rispetta i sacri simboli di Allah sa che ciò scaturisce dal timore del cuore. (Surat-al Hajj, 32)
I cuori da conquistare
Le elemosine sono per i bisognosi, per i poveri, per quelli incaricati di raccoglierle, per quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori, per il riscatto degli schiavi, per quelli pesantemente indebitati, per [la lotta sul] sentiero di Allah e per il viandante. Decreto di Allah! Allah è saggio, sapiente. (Surat-at Tawbah, 60)
La soddisfazione dei cuori
Dicono i miscredenti: «Perché non è stato fatto scendere su di lui un segno da parte del suo Signore?». Rispondi: «In verità Allah allontana chi vuole e guida a Lui chi si converte, coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Allah. In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah». (Surat-ar Ra’d, 27-28)
Dissero: «Vogliamo mangiare da essa. Così i nostri cuori saranno rassicurati, sapremo che tu hai detto la verità e ne saremo testimoni». (Surat-al Mâ’idah, 113)
Coloro che [invece] hanno ricevuto la scienza sanno che questa è la Verità che viene dal tuo Signore, credono in essa e i loro cuori vi si sottomettono umilmente. In verità Allah dirige sulla retta via coloro che credono. (Surat-al Hajj, 54)
E Allah non ne fece altro che un annuncio di gioia per voi, affinché i vostri cuori si rassicurassero, poiché la vittoria non viene che da Allah, l'Eccelso, il Saggio. (Surat-al ‘Imrân,126)
I cuori si rafforzano
Ti raccontiamo tutte queste storie sui messaggeri, affinché il tuo cuore si rafforzi. In questa [sura] ti è giunta la verità insieme con un ammonimento ed un monito per i credenti. (Surah Hûd, 120)
Il vuoto nel cuore
E non credere che Allah sia disattento a quello che fanno gli iniqui. Concede loro una dilazione fino al Giorno in cui i loro sguardi saranno sbarrati. Verranno umiliati, la testa immobile, gli occhi fissi, il cuore smarrito. (Surah Ibrâhîm, 42-43)
Ispirare il terrore ispirato nei cuori dei miscredenti
Ben presto getteremo lo sgomento nei cuori dei miscredenti, perché hanno associato ad Allah esseri ai quali Egli non ha dato autorità alcuna. Il Fuoco sarà il loro rifugio. Sarà atroce l'asilo degli empi. (Surat-al‘Imrân,151)
Cuori pieni di disgusto e di orrore
Quando viene menzionato il Nome di Allah l'Unico, si crucciano i cuori di coloro che non credono nell'altra vita; quando invece vengono menzionati quelli [che essi adorano] all'infuori di Lui, ecco che se ne rallegrano. (Surat-az-Zûmar, 45)
L’inclinazione del cuore
...affinché i cuori di coloro che non credono all'altra vita, ne siano suggestionati, se ne compiacciano e commettano quello che devono commettere. (Surat-al An’âm, 113)
La causa della malinconia e del rimpianto dei cuori
O voi che credete, non siate come i miscredenti che, mentre i loro fratelli viaggiavano sulla terra o guerreggiavano, dissero: "Se fossero rimasti con noi non sarebbero morti, non sarebbero stati uccisi.". Allah ne voleva fare un [motivo di] rimpianto nei loro cuori. E' Allah che dà la vita e la morte.Allah osserva quello che fate. (Surat-al ‘Imrân,156)
Affermare quanto non si trova nel cuore
...e riconoscesse gli ipocriti. Quando fu detto loro: "Venite a combattere sul sentiero di Allah o [almeno] difendetevi!", dissero: "Vi seguiremmo certamente se sapessimo combattere!". In quel giorno erano più vicini alla miscredenza che alla fede. Le loro bocche non dicevano quello che celavano nel cuore. Ma Allah conosce bene quello che nascondevano. (Surat-al ‘Imrân, 167)
Conservare i segreti in fondo al cuore
Essi sono coloro di cui Allah bene conosce il cuore. Non badare a loro, solo esortali e di' loro qualcosa che tocchi le loro anime. (Surat-an Nisâ, 63)
Cuori strappati
L'edificio che hanno costruito non smetterà di essere un'inquietudine nei loro cuori , finché i loro cuori saranno strappati. Allah è sapiente, saggio. (Surat-at Tawba, 110)
La perdizione dei cuori
Signor nostro, non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua. In verità Tu sei Colui che dona. (Surat-al ‘Imrân, 8)
Allah si è volto [con favore] al Profeta, agli Emigrati e agli Ausiliari che lo seguirono nel momento della difficoltà . Dopo che i cuori di una parte di loro erano sul punto di perdersi, Egli accolse il loro pentimento: in verità Egli è dolce e misericordioso nei loro confronti. (Surat-at Tawba, 117)
Cuori simili
E quelli che non sanno nulla dicono: "Perché Allah non ci parla o perché non ci fa pervenire un segno divino?" Anche quelli che vennero prima di loro tennero simili discorsi. I loro cuori si assomigliano. Eppure abbiamo esposto con chiarezza i nostri segni a coloro che credono. (Surat-al Baqara, 118)
Cuori che rifiutano
Come [ci può essere un patto], quando hanno il sopravvento su di voi, non vi rispettano né per la parentela né per i giuramenti? A parole vi compiace ranno, ma nel loro cuore vi rinnegano. La maggior parte di loro è ingiusta. (Surat-at Tawba, 8)
La fede che non penetra nei cuori
I Beduini hanno detto: «Crediamo». Di': « Voi non credete. Dite piuttosto " Ci sottomettiamo", poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è perdonatore, misericordioso ». (Surat-al Hujurat, 14)
Le malattie del cuore
Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso. (Surat-al Baqara, 7)
Vedrai quelli che hanno una malattia nel cuore correre verso di loro dicendo: «Temiamo un rovescio del destino». Ma se Allah darà la vittoria o un ordine da parte Sua, eccoli rimpiangere i loro pensieri segreti. (Surat-al Mâ’ida 52)
[Allah] fa sì che i suggerimenti di Satana siano una tentazione per coloro che hanno una malattia nel cuore, per coloro che hanno i cuori induriti. In verità gli ingiusti sono immersi nella discordia. (Surat-al Hajj, 53)
Cuori induriti
Dopo di ciò i vostri cuori si sono induriti ancora una volta, ed essi sono come pietre o ancora più duri. Vi sono infatti pietre da cui scaturiscono i ruscelli, che si spaccano perché l'acqua fuoriesca, e altre che franano per il timore di Allah. E Allah non è incurante di quello che fate. (Surat-al Baqara, 74)
Perché non divennero umili quando giunse loro il Nostro rigore? I loro cuori invece si indurirono e Satana abbellì ai loro occhi quello che facevano. (Surat-al-An’âm, 43)
Colui cui Allah apre il cuore all'Islàm e che possiede una luce che proviene dal suo Signore ... Guai a coloro che hanno i cuori insensibili al Ricordo di Allah. Essi sono in errore evidente. (Surat-az- Zumar, 22)
Un sigillo sui cuori
In seguito [li abbiamo maledetti perché] ruppero il patto, negarono i segni di Allah, uccisero ingiustamente i Profeti e dissero: "I nostri cuori sono incirconcisi". È Allah invece che ha sigillato i loro cuori per la loro miscredenza e, a parte pochi, essi non credono. (Surat-an-Nisâ’, 155)
Non mediteranno sul Corano? Hanno forse catenacci sui cuori? (Surah Muhammad, 24)
Non è forse palese a coloro che ricevono l'eredità della terra che, se Noi volessimo, li colpiremmo per i loro peccati e sigilleremmo i loro cuori, sicché non udrebbero più nulla? (Surat-al-A’râf, 100)
Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso. (Surat-al Baqara, 7)
Coloro che polemizzano sui segni di Allah, senza aver ricevuto nessuna autorità [per farlo], suscitano l'avversione di Allah e dei credenti. In tal modo Allah pone un suggello sul cuore di ogni orgoglioso tiranno. (Surat-al Ghafir, 35)
O Messaggero, non ti affliggere per quelli che ricadono nella miscredenza dopo che le loro bocche hanno detto: "Noi crediamo", mentre i loro cuori non credevano affatto, e neppure a causa degli ebrei che ascoltano solo per calunniare, che ascoltano per altri che non sono mai venuti da te; stravolgono il senso delle parole e dicono: "Se vi è dato questo, accettatelo; altrimenti siate diffidenti!" Se Allah vuole che un uomo cada nella tentazione, tu non puoi fare niente contro Allah (per proteggerlo). Essi sono coloro i cui cuori non ha voluto purificare, avranno l'ignominia in questa vita ed un castigo immenso nell'altra. (Al Ma’idah, 41)
Dopo di lui mandammo altri messaggeri ai loro popoli. Vennero loro con le prove, ma (la gente) non volle credere a ciò che in principio aveva tacciato di menzogna. Così suggelliamo i cuori dei trasgressori. (Surah Yûnus, 74)
Ecco le città di cui con verità, ti raccontiamo la storia. Giunsero loro messaggeri con prove evidenti, ma essi non potevano credere in quello che prima avevano tacciato di menzogna. Così Allah sigilla i cuori dei miscredenti. (Surat-al-A’râf, 101)
Saranno biasimati solo coloro che ti chiedono dispensa nonostante non manchino di nulla: preferiscono rimanere indietro. Allah ha sigillato i loro cuori ed essi non sanno. (Surat-at Tawbah, 93)
Di': "Pensate che se Allah vi privasse dell'udito e della vista e sigillasse i vostri cuori, quale altro dio all'infuori di Allah ve li potrebbe rendere?" Guarda come per loro rendiamo chiari i Nostri segni, eppure se ne allontanano. (Surat-al-An’âm, 46).
I versetti seguenti rivelano un‘importante realtà: la fede è connessa alla sensibilità del cuore. Una persona il cui cuore non è indurito o "sigillato" possiede una naturale tendenza a riconoscere Allah e ad ubbidirGli. Una volta communicato il messaggio del Corano, la facoltà di comprensione insita nel suo cuore gli fa cogliere la verità e crede immediatamente. I miscredenti, al contrario, hanno una diversa natura. I loro cuori sono morti e "sigillati". Privi di vera sensibilità, non sono in grado di acquisire la saggezza. In tali condizioni, è per loro difficile credere (salvo che con il permesso di Allah). In diversi versetti del Corano si dice che quanti sono inclini ad accettare la fede, crederanno immediatamente una volta ricevuto messaggio (divino). I miscredenti, d’altra parte, non mostrano alcuna propensione verso la fede.
Già si è realizzato il Decreto contro la maggior parte di loro: non crederanno. Sì, porremo ai loro colli gioghi che saliranno fino al mento: saranno irrigiditi. E metteremo una barriera davanti a loro ed una barriera dietro di loro, poi li avvilupperemo affinché non vedano niente. Che tu li avverta oppure no, per loro sarà la stessa cosa, non crederanno. In verità avvertirai solo colui che segue il Monito e teme il Compassionevole in ciò che è invisibile. Annunciagli il perdono e la generosa ricompensa". (Surah Ya Sin,7-11)
(Ma) certamente gli infedeli non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno mai. Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un grande castigo. (Surat-al Baqara, 6-7)
Certo non puoi far sentire i morti, e neppure far sentire il richiamo ai sordi, quando fuggono voltando le spalle. E neppure potrai trarre i ciechi dal loro sviamento. Solo ti potrai far ascoltare da coloro che credono nei Nostri segni e si sottomettono". (Surat-an Naml, 80-81)
Oltre ai miscredenti, i cui cuori si sono induriti e hanno perduto ogni saggezza, ci sono altre persone, dal cuore sensibile, ma ignoranti della religione. Quando questi vengono a conoscenza della religione, riconoscono istantaneamente la verità e credono in Allah e nella Sua rivelazione. Queste due categorie di persone si distinguono le une dalle altre rispettivamente per la loro arroganza e per la loro modestia (nelle pagine che seguono, studieremo in dettaglio questi due aspetti). Gli ebrei e la loro arroganza vengono menzionate nel Corano quale esempio. Al contrario, fra i cristiani si trovano persone modeste. Il Corano afferma in proposito:
Troverai che i più acerrimi nemici dei credenti sono i Giudei e politeisti e troverai che i più prossimi all'amore per i credenti sono coloro che dicono: «In verità siamo nazareni», perché tra loro ci sono uomini dediti allo studio e monaci che non hanno alcuna superbia. Quando sentono quello che è sceso sul Messaggero, vedrai i loro occhi versare lacrime per la verità che vi hanno riconosciuto. Dicono: «O nostro Signore, noi crediamo: annoveraci tra i testimoni!». (Surat-al-Mâ’ida, 82-83)
Quando il messaggio del Corano è comunicato a quanti sono naturalmente inclini alla religione, questi dicono semplicemente: “Signore, abbiamo inteso un nunzio che invitava alla fede [dicendo]: «Credete nel vostro Signore!» e abbiamo creduto”.
(Âl ‘Imrân,193). Quanto ai miscredenti, essi si oppongono ai credenti provando spesso inimicizia nei loro confronti.