La saggezza è conferita all’uomo da Allah, il Quale può revocarla quando vuole. (Anche l’intelletto è concesso da Allah, tuttavia è costante, non muta nel corso del tempo). L’incremento di saggezza è proporzionato alla prossimità ad Allah.
Cosa significa il termine "persone dotate di intelletto"? La risposta ci è fornita dal Corano stesso. I desideri vani e le passioni sono i fattori principali che privano di comprensione il cuore. L’invidia ne è un esempio. Non ci si potrà attendere saggezza da parte di chi ha lo spirito occupato da questo cattivo sentimento. Sotto l’influenza della gelosia, ci si sente distratti. Non si può fare a meno di pensare alla persona di cui si è gelosi, nei cui confronti si prova collera e rancore. In questo stato, lo spirito è inondato dalla gelosia privando quindi della capacità di pensare correttamente, o di formulare giudizi di valore.
Ogni altra ambizioni e passione costituisce parimenti un freno alla saggezza. La brama di beni e ricchezza ha una grande influenza sull’uomo. Una illimitata passione per i beni terreni rende schiavi, che lo si voglia o meno. Tutte le capacità mentali sono concentrate sul modo di trarre vantaggio dai beni e dal denaro.
Il timore del futuro è la principale preoccupazione di un miscredente. Vive una vita disordinata, piena di pensieri, nel timore di cadere malato ovvero di perdere i propri beni. I miscredenti passano ore a immaginare il loro futuro, e ciò è certamente di ostacolo a una buona riflessione. I timori e le preoccupazioni li fanno sentire sotto pressione e bloccano gran parte delle loro capacità mentali. Parimenti, il timore della morte influenza l’uomo. Tale pensiero riempie di dolore e di dispiacere il cuore dei miscredenti. La morte giunge in un momento, tuttavia. Cionostante, resta per loro una fonte di pena nel corso della loro intera esistenza. Per i credenti, al contrario, la morte non è motivo di tristezza.
Tali sono i timori e le passioni che impediscono la capacità di comprensione. L’uomo, divenuto schiavo di queste passioni, non può concentrare l’attenzione sui principali temi di riflessione. Una persona deve orientare tutti i suoi pensieri verso il suo Creatore, Che lo ha tratto da uno stato di non esistenza a una nobile creazione. Un cuore pieno di ambizioni mondane è quindi incapace di ricordare Allah. Solo quanti si sono purificati dalle vane ambizioni, dal timore e dall’avidità egoista, possono giungere a una profonda comprensione di Allah ed obbedirGli.
Le persone dotate di intelletto sono quelle che accettano gli ammonimenti di Allah e la verità che viene loro trasmessa. Non danno mai prova di arroganza. Non perseverano mai nei loro errori; cambiano nel momento in cui capiscono di essere in errore. Il loro fine in una discussione è giungere alla verità, non imporre la loro opinione agli altri. È per questo che Allah ha detto di loro "che ascoltano [attenti] la Parola e obbediscono a quanto di meglio essa contiene". (Surat az-Zumar, 18).
Essendo sprovvisti di saggezza e di lungimiranza, i miscredenti non possono cogliere i segni che li circondano. I cieli, la terra e tutto ciò che si trova in essi sono segni di Allah. Un miscredente, tuttavia, non potrà mai riconoscerli, dal momento che la sua vista è confusa dalle ambizioni e dai piaceri terreni. Questi rivolge infatti la sua attenzione sui suoi profitti insignificanti e sui suoi desideri egoisti. La sua mente ha certamente una debole comprensione dell’esistenza di Allah. Ecco perché Allah invita gli "uomini dotati di intelletto" a credere in Lui:
Disse [Mosè]: «[È] Il Signore del Oriente e dell'Occidente, e di ciò che vi è frammezzo, se solo lo capiste» (Surat ash-Shu’arâ’, 28)
È interessante notare come Allah si rivolge ai miscredenti nel Corano; Allah e il Suo Messaggero li invitano dapprima alla saggezza:
Non inviammo prima di te altro che uomini abitanti delle città e che Noi ispirammo. Non viaggiano forse sulla terra e non vedono quale è stata la fine di coloro che furono prima di loro? Certo la dimora dell'altra vita è migliore per quelli che temono [Allah]. Non capite dunque? (Surah Yûsuf, 109)
In verità abbiamo fatto scendere su di voi un Libro contenente il Monito per voi. Non comprenderete? (Surat al-Anbiyâ’, 10)
Di': «Venite, vi reciterò quello che il vostro Signore vi ha proibito e cioè: non associateGli alcunché, siate buoni con i genitori, non uccidete i vostri bambini in caso di carestia: il cibo lo provvederemo a voi e a loro. Non avvicinatevi alle cose turpi, siano esse palesi o nascoste. E, a parte il buon diritto, non uccidete nessuno di coloro che Allah ha reso sacri. Ecco quello che vi comanda, affinché comprendiate». (Surat al-An’âm, 151)
Dopo di loro vennero altre generazioni che ereditarono la Scrittura. Sfruttarono i beni del mondo terreno dicendo: «Presto saremo perdonati». Se fossero giunti altri beni terreni, ugualmente se ne sarebbero appropriati! Non avevano accettato il patto della Scrittura, secondo cui non avrebbero detto, su Allah, altro che la verità? Proprio loro che avevano studiato ciò che essa contiene? (Surat al-A’râf, 169)
Di': «Se Allah avesse voluto, non ve lo avrei recitato ed Egli non ve lo avrebbe fatto conoscere. Sono rimasto tutta una vita tra voi prima di questo: non riflettete dunque?» (Yûnus, 16)
La vita presente non è che gioco effimero. L'altra vita è certamente migliore per quelli che temono Allah. Non capite dunque? (Surat al-An’âm, 32)
Le sole persone che possono cogliere e comprendere l’evidenza della creazione di Allah e della Sua esistenza sono gli uomini dotati di intelletto:
Sulla terra ci sono porzioni vicine le une alle altre, vigneti, campi di grano e palmeti a ciuffo o separati che la stessa acqua irriga. Agli uni diamo però preminenza di frutti sugli altri. In ciò vi sono segni per coloro che capiscono. (Surat ar Ra’d, 4)
Di': «Egli vi può mandare un castigo dall'alto o da sotto i vostri piedi o confondervi con le divisioni, facendovi provare la violenza degli uni sugli altri». Guarda come ripresentiamo continuamente i segni Nostri, affinché comprendano. (Surat al-An’âm, 65)
È Lui che vi ha fatto nascere da un solo individuo e [vi ha dato] un ricettacolo e un deposito . Certamente abbiamo dispiegato i segni per coloro che capiscono. (Surat al-An’âm,98)
… Così Allah vi spiega i Suoi segni, affinché comprendiate. (Surat an-Nûr, 61)
[Pure] dai frutti dei palmeti e delle vigne ricavate bevanda inebriante e cibo eccellente. Ecco un segno per coloro che capiscono. ( Surat an Nahl, 67)
Vi ha messo a disposizione la notte e il giorno, il sole e la luna. Le stelle sono sottomesse al Suo ordine. In verità in ciò vi sono segni per gente che comprende. (Surat an Nahl, 12)
Da voi stessi trae una similitudine: ci sono, tra gli schiavi che possedete, alcuni che fate vostri soci al pari in ciò che Allah vi ha concesso? Li temete forse quanto vi temete [a vicenda]? Così esplicitiamo i Nostri segni per coloro che ragionano. (Surat ar-Rum, 28)
Disse [Mosè]: «[È] Il Signore del Oriente e dell'Occidente, e di ciò che vi è frammezzo, se solo lo capiste». (Surat ash-Shu’arâ’, 28)
E fa parte dei Suoi segni farvi scorgere il lampo, con timore e brama , e il far scendere dal cielo l'acqua con la quale ridà vita alla terra che già era morta. Ecco davvero segni per coloro che ragionano. (Surat ar-Rum, 24)
Esistono inoltre differenti livelli di saggezza. Il grado in cui si purifica il proprio cuore dai desideri di questo mondo e dall’egoismo, determina il livello della saggezza individuale. L’attaccamento che si prova per questa vita e gli sforzi per appagare i propri futili desideri sono i principali fattori che consentono di determinare tale livello.
O l’uomo obbedisce ad Allah, oppure obbedisce ai propri desideri. Quando si obbedisce ad Allah, si evita di seguire i propri desideri e si giunge alla saggezza. Il contrario è altrettanto vero; adorare i propri desideri significa programmare tutti i propri pensieri e tutti i propri comportamenti in accordo con l’illimitata cupidigia dell’animo.
Quando i desideri prendono controllo dello spirito, il cuore viene sigillato. Diviene impermeabile alla luce divina e perde quindi le sue facoltà di "comprensione" (At Tawbah, 87), di "sapere" (At Tawbah, 93), diviene duro, insensibile e perde la sua sensitività. Una persona in tale stato diviene incapace di esercitare le sue funzioni spirituali. Vale a dire, non può avere accesso alla saggezza. In questo processo, l’individuo non può rendersi conto di avere perduto la propria capacità di comprensione, avendo perso il criterio che consente di distinguere il vero dal falso. Sebbene colui che ottiene saggezza è sempre cosciente di questo positivo mutamento, lo stesso, non si può dire del contrario. Questo caso rassomiglia a quello di un uomo che sviene o entra in coma. In entrambe i casi, non potrà mai conoscere lo stato in cui si trovava prima di riprendere coscienza.
Nel Corano, lo stato di coloro che sono sprovvisti di saggezza è spiegato con queste parole:
I miscredenti sono come bestiame di fronte al quale si urla, ma che non ode che un indistinto richiamo. Sordi, muti, ciechi, non comprendono nulla. (Surat al Baqara, 171)
Saggezza e sentimentalismo
Una delle cause principali dell’offuscamento della saggezza è il sentimentalismo. Questo stato mentale estremamente negativo è assai nocivo al buon funzionamento della ragione umana.
Il sentimentalismo costituisce un pericolo palese per la ragione. Esercita un tale controllo su questa facoltà da pregiudicare la capacità di giudizio. Una persona sentimentale, sotto l’impeto delle emozioni, può facilmente lasciarsi andare ad azioni folli e imprudenti. Un credente, al contrario, mantiene sempre le sue emozioni sotto il controllo della ragione.
Il concetto d’amore, per esempio, può avere due differenti dimensioni; può essere sia emozionale, sia razionale. Una persona sentimentale rischia di provare un profondo attaccamento a persone o a oggetti che non meritano alcun affetto. Come prevalente in numerose culture – particolarmente quelle orientali– si tende a mostrare una profonda infatuazione per coloro che non rispettano la devozione o che contraccambiano l’amore sincero con la sofferenza.
Al contrario, l’amore di un credente è sempre fondato su solide basi. Nell’oggetto del suo amore egli identifica principalmente l’esistenza degli “attributi di fede” o “attributi del credente”, secondo la definizione del Corano. Non mostra mai affetto per chi non meriti di essere amato.
In numerosi versetti, Allah attira la nostra attenzione sui pericoli dell’amore sentimentale:
Avete avuto un bell'esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero alla loro gente: “Noi ci dissociamo da voi e da quel che adorate all'infuori di Allah: vi rinneghiamo. Tra noi e voi è sorta inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l'Unico”... (Surat al Mumtahanah, 1-4)
Queste parole di Allah ci mostrano l’irrazionalità dell’amore provato per i miscredenti. Tale atteggiamento non può spiegarsi che con il sentimentalismo.
Numerosi altri ammonimenti del Corano mostrano i pericoli dell’amore per i miscredenti. La storia del Profeta Noè (as) costituisce un esempio in proposito: Noè domandò il perdono di Allah per suo figlio il quale non Lo adorava e pregò affinché fosse salvato dal diluvio. Allah disse a Noè che suo figlio era uno degli infedeli e che non si doveva amare un nemico di un Messaggero di Allah:
(E l'Arca) navigò portandoli tra onde (alte) come montagne. Noè chiamò suo figlio, che era rimasto in disparte: “Figlio mio, sali insieme con noi, non rimanere con i miscredenti”. Rispose: “Mi rifugerò su un monte che mi proteggerà dall'acqua” Disse (Noè): “Oggi non c'è nessun riparo contro il decreto di Allah, eccetto (per) colui che gode della (Sua) misericordia”. Si frapposero le onde tra i due e fu tra gli annegati. E fu detto: “O terra, inghiotti le tue acque; o cielo, termina!”. Fu risucchiata l'acqua, il decreto fu compiuto e quando (l'Arca) si posò sul (monte) al-Jûdî fu detto: “Scompaiano gli empi!”. Noè invocò il suo Signore dicendo: “Signore, mio figlio appartiene alla mia famiglia! La Tua promessa è veritiera e tu sei il più giusto dei giudici!”. Disse (Allah): “O Noè, egli non fa parte della tua famiglia, è (frutto di) qualcosa di empio. Non domandarmi cose di cui non hai alcuna scienza. Ti ammonisco, affinché tu noi sia tra coloro che ignorano”. Disse: “Mi rifugio in Te, o Signore, dal chiederti cose sulle quali non ho scienza. Se Tu non mi perdoni e non mi usi misericordia, sarò tra i perdenti”. (Surah Hûd, 42-47)
È un segno di saggezza amare soltanto coloro che lo meritano. Un credente, di conseguenza, non proverà mai sentimento profondo per quanti sono deviati.
Anche le spose di Noè e di Lot furono tra quei miscredenti che meritarono una severa punizione da parte di Allah. Il popolo di Lot si perse e fu quindi completamente distrutto. Appena prima della distruzione, gli angeli si recarono da Lot dicendogli di abbandonare la città e di lasciarsi dietro sua moglie. Lot obbedì a questo comando senza alcuna esitazione:
(Gli angeli) dissero: “O Lot, noi siamo i messaggeri del tuo Signore. Costoro non potranno toccarti. Fa' partire la tua gente sul finir della notte, e nessuno di voi guardi indietro (eccetto tua moglie, ché in verità ciò che accadrà a loro accadrà anche a lei). In verità la scadenza è l'alba; non è forse vicina l'alba?”. (Surah Hûd, 81)
Lot obbedì al comando di Allah. Questo è il comportamento di un credente. Un versetto recita:
Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan. Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui. Li farà entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah. Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che trionferanno?. (Surat al-Mujâdala, 22)
L’essenza di questo atteggiamento, esente da emozioni, rappresenta indubbiamente la comprensione dell’amore propria dei credenti. Allah, nei versetti che seguono, descrive la differenza che intercorre tra il genere di amore provato dai credenti e di quello provato dai miscredenti:
E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande. Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allah, e che Allah è implacabile nel castigo! (Surat al Baqara, 165)
Come affermato in questi versetti, i credenti provano un amore sincero per Allah. L’affetto che provano per le persone è semplicemente un riflesso del loro amore per Allah. Essi amano gli altri credenti in quanto sono coloro che sinceramente adottano i valori morali ordinati da Allah. Quanto ai miscredenti, essi vivono secondo i loro capricci e i loro desideri. In questo senso, seguono i passi di Satana. Credono che ogni cosa possa avere un’esistenza indipendente da Allah. Nel Corano ciò è definitto come "associare altri ad Allah" o, in altre parole, paganesimo.
Nel Corano, i comportamenti non emotivi dimostrati dai credenti non si limitano unicamente all’amore. Il Libro Santo fa riferimento a diversi altri generi di comportamento razionale, come testimoniano i seguenti esempi: la madre di Mosè non esitò a lasciare che suo figlio fluttuasse sulle acque del fiume nel momento in cui ricevette l’ispirazione da parte di Allah
(Surat al Qasas, 7); i credenti dominano la loro collera e perdonano gli altri
(Âl ‘Imrân,134); non disperano riguardo a ciò che giunge loro
(Surat al Hadid, 23) e offrono generosamente ciò che prediligono
(Surat al ‘Imrân,92).
Un punto, tuttavia, deve essere qui approfondito: il fatto di non essere sentimentali non significa in alcun modo essere insensibili. I credenti, al contrario, sono persone dal cuore tenero. Gli attributi del Profeta Abramo sono così descritti nel Corano: "Abramo era tenero e premuroso [nei confronti del padre]". Ciò che qui si intende criticare del sentimentalismo è il suo prevalente aspetto negativo nella cultura di una società ignorante. Un modo di pensare sentimentale fa si che le emozioni oscurino totalmente la facoltà di giudizio, il che rischia di ingenerare ragionamenti corrotti contrari ai principi del Corano. In seno a tale cultura, non è lo spirito, ma piuttosto l’aspetto empio dell’anima a ingenerare queste emozioni.
In seno a una comunità si possono osservare diversi esempi di tale atteggiamento: il sentimentalismo delle ragazze ne è un tipico esempio. Dominate dalle emozioni, le ragazze amano più l’aspetto esteriore (l’immagine) di un uomo che il suo carattere e il suo spirito. Ciò è dovuto, senza dubbio, dalla mentalità inculcata da parte della società. L’esperienza può tuttavia condurre alla saggezza. Per lo più, dopo breve tempo, la ragazza finisce disgraziatamente per realizzare il lato negativo o puramente inumano dell’uomo che ama.
Le fonti della saggezza
Allah parla nel Corano di coloro ai quali accorda la saggezza. Nel Corano si può notare come la principale fonte della saggezza risiede nel timore di Allah:
O voi che credete! Se temete Allah, Egli vi concederà la capacità di distinguere (il bene dal male), cancellerà le vostre colpe e vi perdonerà. Ed Allah è dotato di immensa grazia. (Surat al-’Anfâl, 29)
Il timore di Allah ha inizio allorquando si comprendono gli attributi di Allah e il Giorno del giudizio. Allah accorda la capacità di discernere fra la verità e l’errore solo a colui che Lo tema. Questo genere di comprensione risulta, infatti, da un intenerimento del cuore dovuto al timore di Allah:
Allah ha fatto scendere il più bello dei racconti, un Libro coerente e reiterante , [alla lettura del quale] rabbrividisce la pelle di coloro che temono il loro Signore e poi si distende la pelle insieme coi cuori al Ricordo di Allah . Questa è la Guida di Allah con cui Egli guida chi vuole. E coloro che Allah svia, non avranno direzione. (Surat az-Zumar, 23)
L’uomo dovrebbe continuamente sforzarsi al fine di aumentare il timore del suo Signore. A tal fine, dovrà pregare e meditare sulla forza, sulla potenza e sul castigo di Allah, impegnandosi ad approfondire la sua comprensione di Lui.
Temete Allah per quello che potete, ascoltate, obbedite e siate generosi: ciò è un bene per voi stessi. Coloro che si saranno preservati dalla loro stessa avidità saranno quelli che prospereranno. (Surat at-Taghâbun, 16)
La capacità di distinguere fra l’errore e la verità è l’indicazione della saggezza di un uomo. Una tale persona sarà certamente in grado di avvalersi del suo intelletto. Tale forma di comprensione è chiamata nel Corano (intuito) o "visione". La radice araba del termine basirah (intuito) è "vedere". Esiste quindi una grande differenza fra questo termine e la normale azione del vedere. Di una persona priva di intuito si dice che il suo cuore e il suo spirito sono coperti (da un velo) che gli impedisce di comprendere il Corano.
Abbiamo avviluppato i loro cuori e nelle loro orecchie abbiamo posto un peso, affinché non possano comprenderlo. Quando menzioni nel Corano il tuo Signore, l'Unico, voltano le spalle con ripulsa. (Surat al Isrâ’, 46)
Nel versetto precedente, il termine "comprendere" assume un importante significato. Tale mancanza di intendimento della maggior parte delle persone è citata in numerosi altri versetti. Sul piano puramente fisico, per quanto i miscredenti percepiscano quanto viene loro detto dai credenti, non ne afferrano il valore nè il contenuto. Il loro stato è simile all’ebbrezza, alla perdita di coscienza e resta un fenomeno metafisico. Allah ne parla come "di un velo che ricopre i loro cuori":
Quale peggior ingiusto di colui al quale sono stati ricordati i versetti del Suo Signore e che volta le spalle dimenticando ciò che le sue due mani hanno commesso? Noi abbiamo posto dei veli sui loro cuori, di modo che non comprendano (il Corano) e posto un peso sulle loro orecchie. Anche se li richiami alla retta via, mai potranno dunque farsi guidare. (Surat al Kahf, 57)
Dissero: «O Shu'ayb, non capiamo molto di quello che dici e invero ti consideriamo un debole tra noi. Se non fosse per il tuo clan ti avremmo certamente lapidato, poiché non ci sembri affatto potente». (Surah Hûd, 91)
Nessun uomo che sia privo di intelletto può essere guidato sulla retta via, se non per volontà di Allah. Allah dichiara nel versetto che segue:
Tra loro c'è qualcuno che ti ascolta: potresti far sentire i sordi che non sono in grado di capire? Qualcun altro guarda verso di te: potresti guidare i ciechi che nulla vedono? (Surah Yûnus, 42-43)
Di conseguenza, solo a coloro che accettano la fede viene concessa la saggezza e la perspicacia. Di conseguenza, i credenti hanno l’obbligo di “chiamare le persone ad Allah, con lungimiranza”:
Dì: "Ecco la mia via, io chiamo le persone ad Allah, con lungimiranza, io e quelli che mi seguono. Gloria ad Allah! Ed io non sono affatto fra gli associatori". (Surah Yûsuf, 108)
[Di' loro]: «Da parte del vostro Signore vi sono giunti appelli alla lungimiran za. Chi dunque vede chiaro, è a suo vantaggio; chi resta cieco, è a suo danno. Io non sono il vostro custode». (Surat al-An’âm,104)
Essendo sprovvisti di perspicacia e di saggezza, i miscredenti credono che torni a loro beneficio evitare ogni sforzo nel sentiero di Allah. La verità è, tuttavia, che, con tale attitudine, si preparano ad essere gettati per l’eternità nel Fuoco, come rivelano i seguenti versetti:
Coloro che sono rimasti indietro, felici di restare nelle loro case, (opponendosi così) al Messaggero di Allah e disdegnando la lotta per la causa di Allah con i loro beni e le loro vite ed hanno detto: “Non andate in guerra con questo caldo!”. Di': “Il fuoco dell'Inferno è ancora più caldo”. Se solo comprendessero! (Surat at Tawbah, 81)
E quando è stata fatta scendere una sura che dice: «Credete in Allah e combattete a fianco del Suo messaggero», i più agiati tra loro ti chiedono dispensa dicendo: «Lascia che stiamo con quelli che rimangono a casa». Hanno preferito rimanere con [le donne] lasciate a casa. I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno. (Surat at Tawbah, 86-87)
La noncuranza e l’attenzione
Nel Corano, Allah offre una descrizione dettagliata di coloro che non credono e sono privi di lungimiranza. Allah afferma nel Corano che il loro tratto più caratteristico è uno stato di noncuranza.
In verità creammo molti dei jinn e molti degli uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio. (Surat al-A’râf,179)
Ecco coloro cui Allah ha sigillato i cuori, l'udito e la vista. Ecco gli incoscienti. (Surat an Nahl, 108)
Una persona incurante degli ordini di Allah, piuttosto che riconoscere i propri errori, preferirà trascurarli o dissimularli. Tale resistenza risoluta e insistenza nel seguire i propri desideri illusori, non curandosene se non nel momento in cui possano sviare da ciò che Allah ha ordinato, costituisce in realtà un vano tentativo di manifestare una “cosiddetta” innocenza. Avanzare delle scuse per giustificare le proprie mancanze non è assolutamente il modo per essere esonerati dalle colpe, come risulta evidente nel versetto seguente: "Sì, l'uomo testimonierà contro se stesso, pur avanzando le sue scuse". (Surat al Qiyamah, 14-15)
Queste scuse non sono che futili tentativi per dissimulare le decisioni prese o le azioni intraprese sotto l’influenza dei desideri e della cupidigia. Il Corano menziona specificamente alcuni di questi pretesti:
Quando vedono un commercio o un divertimento, si precipitano e ti lasciano ritto. Di': “Quel che è presso Allah, è migliore del divertimento e del commercio e Allah è il Migliore dei sostentatori”. (Surat al-Jumu’a, 11)
Piuttosto che avanzare pretesti, il tentativo di comprendere profondamente i propri misfatti può aiutare l’uomo a liberarsi da quello stato di noncuranza nel quale si trova. In caso contrario, il persistere in tale atteggiamento rischia di farlo smarrire. Nel Corano, Allah menziona lo stato di noncuranza delle persone e il rammarico che proveranno nell’altra vita:
Si avvicina per gli uomini la resa dei loro conti, mentre essi incuranti trascurano. (Surat al Anbiya, 1)
Quindi la vera promessa si approssima e gli sguardi dei miscredenti si fanno sbarrati: “Guai a noi! Siamo stati disattenti. Peggio ancora, siamo stati ingiusti!”. (Surat al-Anbiyâ’, 97)
E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire. (Surat al Kahf, 28)
Al contrario dei miscredenti, i credenti danno prova di uno stato di assoluta vigilanza, consapevolezza e attenzione verso il mondo esterno e ciò che avviene. L‘attenzione dovrà essenzialmente essere concentrata sul fatto che Allah comprende ogni cosa, è al corrente di tutto, e chiamerà l’uomo alla resa dei conti nell’altra vita. Un credente che riesce a dirigere la propria attenzione su ogni aspetto della vita, diviene estremamente cosciente e pronto di fronte a ogni accadimento. Dal momento che che Allah cinge ogni cosa, e che ogni incidente accade per Suo ordine, nulla avviene a caso o in maniera priva di significato. Ogni accadimento, ogni fatto, reca in sé un messaggio nascosto e un significato. Dedicando tutta la sua attenzione, un uomo può cogliere il significato e la saggezza contenuti in questi avvenimenti, e comprenderne l’aspetto nascosto. Al contrario, i miscredenti non prestano alcuna attenzione al mondo esterno. Inconsapevoli del fatto che ogni cosa sulla terra ha uno scopo, mostrano indifferenza nei confronti degli avvenimenti che appaiono intorno ad essi e restano insensibili al mondo esteriore. La loro considerazione è motivata unicamente dai loro interessi personali ed è per questo che prestano attenzione solo ad alcuni aspetti particolari. In tale disposizione di spirito, la loro comprensione della verità risulta compromessa per cui giungono spesso a conclusioni errate.
L’attenzione presenta volti differenti. Trarre lezioni dagli avvenimenti, frequentare persone dotate di intelletto e vigilanza, percepire i segni evidenti che circondano l’uomo, compiere alcune azioni prendendo in considerazione tutti gli svantaggi, sono i segni di un atteggiamento sollecito. Un credente dovrebbe essere estremamente attento e guardingo. Il lassismo, l’indifferenza o la noncuranza costituiscono così le caratteristiche tipiche dei miscredenti. I credenti, al contrario, sono estremamente cauti, attenti e vigili, e incoraggiano gli altri con il loro entusiasmo.
Agire sulla base di congetture
Nello stato di noncuranza, la logica ed il ragionamento vengono raramente utilizzati. Ciò costituisce indubbiamente un curioso stato dello spirito che può essere comparato a una sorta di sonnolenza o di veglia parziale. La persona noncurante rischia facilmente di lasciarsi coinvolgere in atti irragionevoli. La vita di tale persona diviene presto una successione di azioni prive di logica, di cui dovrà a subire le gravi conseguenze.
Al contrario, uno dei principi fondamentali della logica risiede nel fatto di non riporre la propria fiducia in una cosa che non sia basata su di un ragionamento sensato. Nessun uomo dotato di intelletto fonda la propria esistenza su di un sistema di natura dubbia. Per esempio, nessuno prende un medicinale a caso pensando che "possa alleviare il proprio male". Ogni azione deve essere fondata su fatti razionali.
I miscredenti, tuttavia, o coloro che associano altri ad Allah, assumono un tale atteggiamento poco illuminato. Ciò in quanto la loro vita è basata su alcune congetture. Per esempio, la maggior parte di costoro immagina di non dover essere chiamata a rendere conto delle azioni compiute nel Giorno del Giudizio, o, anche fosse, ritiene di venire giudicata innocente. Tutti i sistemi e le ideologie che abbracciano sono parimenti basate su credenze infondate. Il loro punto di vista su questo mondo non ha alcun fondamento autentico.
La sura Al Kahf, racconta la storia di due uomini: uno miscredente, il quale fonda la sua esistenza su congetture erronee e su supposizioni, mentre l’altro credente:
Proponi loro la metafora dei due uomini: ad uno di loro demmo due giardini di vigna circondati da palme da datteri, separati da un campo coltivato. Davano il loro frutto i due giardini senza mancare in nulla e in mezzo a loro facemmo sgorgare un ruscello. Alla raccolta disse al suo compagno: «Ti sono superiore per beni e più potente per clan!». Entrò nel suo giardino e, ingiusto nei suoi stessi confronti, disse: «Non credo che tutto questo possa giammai perire; non credo che l'Ora sia imminente, e se mi si condurrà al mio Signore, certamente troverò qualcosa di meglio che questo giardino!». (Surat al Kahf, 32-36)
Come i versetti rivelano, il miscredente osò dire: " Non credo che tutto questo possa giammai perire; non credo che l'Ora sia imminente, e se mi si condurrà al mio Signore, certamente troverò qualcosa di meglio che questo giardino!". Ciò era chiaramente una folle presunzione, non possedeva alcuna prova a sostegno. Il proprietario del giardino, tuttavia, persisté a sostenere le sue opinioni insensate. La sua fine, nondimeno, corrisponde a tale atteggiamento: il giardino fu completamente devastato. Nel prosieguo della storia così continua:
Gli rispose il suo compagno argomentando con lui: «Vorresti rinnegare Colui che ti creò dalla polvere e poi dallo sperma e ti ha dato forma d'uomo? Per quanto mi concerne è Allah il mio Signore e non assocerò nessuno al mio Signore. Conveniva che entrando nel tuo giardino dicessi: "Così Allah ha voluto! Non c'è potenza se non in Allah !" Sebbene tu mi veda inferiore a te nei beni e nei figli può darsi che presto il mio Signore mi dia qualcosa di meglio del tuo giardino e che invii dal cielo una calamità contro di esso riducendolo a nudo suolo, o che l'acqua che l'irriga scenda a tale profondità che tu non possa più raggiungerla». Fu distrutto il suo raccolto, ed egli si torceva le mani per quello che aveva speso: i pergolati erano distrutti. Diceva: «Ah! Se non avessi associato nessuno al mio Signore!». E non ci fu schiera che potesse essergli d'aiuto contro Allah ed egli stesso non potè aiutarsi. Ché in tal caso [spetta] ad Allah, il Vero, la protezione. Egli è il migliore nella ricompensa e nel [giusto] esito. (Surat al Kahf, 37-44)
Come mostrato in questo esempio, i miscredenti seguono piuttosto le loro supposizioni che la vera saggezza. La sola informazione veramente autentica proviene dalla rivelazione di Allah. Quindi, coloro che desiderano fondare la loro esistenza sulla certezza, devono stabilirne i criteri in accordo con il Corano. Ogni altra base per un giudizio morale, che sia una ideologia, una filosofia, un sistema, un approccio scientifico, non può condurre l’uomo alla verità. Ciò in quanto, nel caso in cui non si tratti di una rivelazione, ogni modo di pensare dell’essere umano rischia di essere pura congettura. Il Corano – in numerosi versetti - ci mette in guardia contro tutto questo: "… mentre non ne hanno alcuna scienza: essi non seguono che la congettura, mentre la congettura non serve a nulla contro la verità". (Surat an Najm, 28)
Il Corano descrive lo stato di coloro che non seguono nulla se non congettura e che di conseguenza distolgono i loro volti dal sentiero di Allah:
Maledetti i blasfemi che nell'abisso dimenticano. Chiedono: “A quando il Giorno del Giudizio?”. Il Giorno in cui saranno messi alla prova del Fuoco [sarà detto loro]: “Gustate la vostra prova! Ecco quello che volevate affrettare!”. (Surat adh-Dhâriyât, 10-14)
Le persone che adorano altri dei oltre ad Allah sono, in realtà, solo in preda di congetture. Nel Corano, questa asserzione è così descritta:
Non sono altro che nomi menzionati da voi e dai vostri antenati, a proposito dei quali Allah non fece scendere nessuna autorità. Essi si abbandonano alle congetture e a quello che affascina gli animi loro, nonostante sia giunta loro una guida del loro Signore. (Surat an Najm, 23)
Certamente appartiene ad Allah tutto ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra. Cosa seguono coloro che invocano consoci all'infuori di Allah? Non inseguono che vane congetture, e non fanno che supposizioni. (Surah Yûnus, 66)
Se obbedisci alla maggior parte di quelli che sono sulla terra ti allontaneranno dal sentiero di Allah : seguono [solo] congetture e non fanno che mentire. (Surat al-An’âm, 116)
La maggior parte di loro non inseguono che congetture. In verità le congetture non prevalgono in alcun modo sulla verità. Allah sa bene quello che fanno. (Surah Yûnus, 36)
Quelli che basano le loro azioni su congetture, credono di poter avanzare scuse per proteggersi contro il castigo di Allah. Ciò, in realtà, non è che pura presunzione la quale non può essere aderente alla realtà. Le loro scuse non saranno quindi accettate da Allah.
Lealtà e obbedienza
Nel Giorno in cui nessuna scusa sarà utile agli ingiusti, [saranno] maledetti e avranno la peggiore delle dimore. (Surah Ghafir, 52)
Il Corano offre una descrizione dettagliata della natura umana. Tutta la corruzione e l’indecenza dei non credenti è esposta, così come gli attributi dei credenti. Le qualità di coloro che obbediscono e ritornano verso Allah, il Quale ha ispirato loro il Suo spirito, costituiscono un eccellente modello di carattere.
Certamente, un livello di moralità tanto elevato quanto quello mostrato dai credenti è in netto contrasto con quello dei miscredenti. Si considerino, per esempio, la sincerità e la franchezza in contrasto alla natura menzognera e ipocrita di quelli che rifiutano la fede e vi si oppongono. Allo stesso modo, l’atteggiamento generoso, coraggioso e modesto dei credenti differisce profondamente da quello arrogante, spietato ed egoista di alcuni miscredenti.
Un’altro tratto che distingue questi due gruppi è il significato della lealtà. I miscredenti non possono mai essere sinceri nel vero senso della parola, in gran parte per il fatto che le loro motivazioni sono per lo più egoistiche: a volte pochi momenti sono sufficienti a distruggere un’amicizia pluriennale o un rapporto familiare. Allo stesso modo, abbandonano facilmente uno sforzo o una lotta che ritengono giusta.
I credenti, al contrario, reagiscono in maniera completamente differente. Il criterio sulla base del quale regolano le loro azioni ed ogni momento della loro vita è descritto in questo versetto:
Di': «In verità la mia orazione e il mio rito, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah Signore dei mondi». (Surat al-An’âm, 162)
Di conseguenza, quanti hanno la fede sono animati – nei loro comportamenti – dal desiderio di sottomettersi alla volontà di Allah, restando fedeli agli altri e ai loro impegni, a qualunque prezzo. Anche per un minimo profitto, non si allontanano mai dal retto cammino, dando prova di ferma ed incrollabile lealtà verso i credenti e coloro che detengono l’autorità. Allah descrive nel Corano la loro lealtà in questo modo:
Tra i credenti ci sono uomini che sono stati fedeli al patto che avevano stretto con Allah. Alcuni di loro hanno raggiunto il termine della vita, altri ancora attendono; ma il loro atteggiamento non cambia. (Surat al Ahzab, 23)
La lealtà mantiene i credenti che lottano per la fede orientati verso il medesimo scopo. Questo attributo, un carattere essenziale della determinazione, è vitale per ogni comunità religiosa che sia costante. Un credente perderebbe il rispetto di se stesso anche di fronte alla minima negligenza nel rispetto della lealtà. Una volta che il rispetto di se stessi è completamente perduto, la situazione peggiora gradualmente. Ciò in quanto la mancanza di fede spinge a commettere ogni sorta di misfatto. Dapprima trasgredirà cercando poi di nascondere la sua slealtà agli altri credenti. Poi inizierà a raccontare menzogne, cercando costantemente di ingannare gli altri. Dopo un po’ di tempo, il suo "talento" nel mentire gli darà l’impressione di poter realmente ingannare i credenti e si metterà quindi a vivere illecitamente a loro carico. Ciò prova una vera mancanza d’amore (e di rispetto) verso di loro. In tali condizioni, si cerca più il compiacimento degli altri che quello di Allah.
Ecco perché lotta per il prestigio e considera ogni cosa che possa comprometterlo come una seria minaccia alla sua persona. Tenta quindi di proteggersi sprofondando sempre di più nella menzogna. Tuttavia, nel momento in cui i credenti cominciano a svelare la sua perfidia, è obbligato ad assumere un comportamento sempre più ipocrita. A questo punto, fa di tutto per discolparsi e allearsi con i miscredenti e gli ipocriti.
I credenti sinceri, d’altra parte, perseverano con fermezza sul cammino della rettitudine e dell’obbedienza al Profeta (saas) sino alla morte, in quanto la loro obbedienza è solo per Allah, come riferito nel seguente versetto:
Chi obbedisce al Messaggero obbedisce ad Allah. E quanto a coloro che volgono le spalle, non ti abbiamo inviato come loro guardiano! (Surat an-Nisâ’, 80)
La sincerità è per il credente un elemento imprescindibile. Nel descrivere alcuni ipocriti che cercavano costantemente di evitare i loro obblighi, Allah attira la nostra attenzione sul patto prestato dai credenti, il quale prevedeva di non voltare le spalle, il che implicava una greve responsabilità.
...anche se prima avevano stretto con Allah il patto di non voltare le spalle. Saranno interrogati a proposito del patto con Allah! (Surat al Ahzab, 15)
Un giuramento verso Allah costituisce certamente una gravosa responsabilità. Per questo, Allah ordina ai credenti:
Non svendete a vil prezzo il patto con Allah. Ciò che è presso Allah è meglio per voi, se lo sapeste. (Surat an Nahl, 95)
Senza dubbio, il segno più evidente della lealtà è l’obbedienza. Come affermato nel Corano, l’obbedienza è un attributo essenziale dei credenti. È, infatti, la chiave per ottenere la misericordia di Allah, per raggiungere il Paradiso ed ottenere la vittoria contro i miscredenti.
E obbedite ad Allah e al Messaggero, ché possiate ricevere misericordia (Surat al ‘Imrân, 132)
Questi sono i limiti di Allah. Chi obbedisce ad Allah e al Suo Messaggero, sarà introdotto nei Giardini dove scorrono i ruscelli, dove rimarrà in eterno. Ecco la beatitudine immensa. (Surat an-Nisâ’, 13)
O voi che credete, obbedite ad Allah e al Messaggero e a coloro di voi che hanno l'autorità. Se siete discordi in qualcosa, fate riferimento ad Allah e al Messaggero, se credete in Allah e nell'Ultimo Giorno. E' la cosa migliore e l'interpretazione più sicura. (Surat an-Nisâ’, 59)
Non abbiamo inviato un Messaggero se non affinché sia obbedito, per volontà di Allah. Se, dopo aver mancato nei loro stessi confronti, venissero da te e chiedessero il perdono di Allah e se il Messaggero chiedesse perdono per loro, troverebbero Allah pronto ad accogliere il pentimento, misericordioso. No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente. (An-Nisâ’, 64-65)
Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo messaggero saranno tra coloro che Allah ha colmato della Sua grazia: Profeti, uomini di verità, martiri, gente del bene; che ottima compagnia! (Surat an-Nisâ’, 69)
Come i precedenti versetti rivelano, i credenti debbono sforzarsi all’obbedienza in ogni circostanza. Anche gli ipocriti possono essere obbedienti, ma solo quando le condizioni non sono troppo dure e difficili. Nei periodi di difficoltà e di turbamento, soltanto i veri credenti perseverano nella vera obbedienza. Nel Corano, Allah ci informa che gli ipocriti che vivevano all’epoca del Profeta trovarono difficile la lotta per la fede. Nondimeno, quando trovarono "una vittoria immediata ed un viaggio facile", si unirono ai credenti nelle loro lotte:
Leggeri o pesanti, lanciatevi nella missione e lottate con i vostri beni e le vostre vite. Questo è migliore per voi, se lo sapeste! Se si fosse trattato di un profitto immediato o di un viaggio breve, ti avrebbero seguito; ma la distanza parve loro eccessiva. Ed allora giurarono (nel nome di Allah): "Se avessimo potuto saremmo venuti con voi". Si perdono da loro stessi. Ed Allah sa perfettamente che sono bugiardi. (Surat at Tawbah, 41-42)
Una delle principali qualità dei credenti consiste nel mantenere la loro obbedienza in qualsiasi situazione e circostanza. Il Corano ci informa del resto la differente attitudine dei miscredenti e degli ipocriti:
Dicono: "Crediamo in Allah e nel Messaggero e obbediamo", poi alcuni di loro volgono le spalle. Costoro non sono affatto credenti. Quando vengono chiamati ad Allah e al Suo Inviato affinché egli giudichi tra di loro, alcuni si sottraggono. Se il diritto fosse dalla loro parte, allora verrebbero a lui sottomessi! C'è una malattia nei loro cuori? dubitano? O credono forse che Allah e il Suo Inviato li opprimano? No, sono loro gli ingiusti! Quando i credenti sono chiamati ad Allah e al Suo Inviato affinché egli giudichi tra loro, la loro risposta è "Ascoltiamo e obbediamo". Essi sono coloro che prospereranno! Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo Inviato paventano Allah e Lo temono. Essi sono coloro che avranno il successo! Giurano in [Nome di] Allah con solenni dichiarazioni che se tu dessi loro l'ordine, uscirebbero [a combattere]. Di': "Non giurate. La vostra obbedienza [verbale] è ben nota! Allah ben conosce quello che fate". Di': "Obbedite ad Allah e obbedite all'Inviato". Se poi volgete le spalle, [sappiate che] a lui incomberà il suo peso e a voi il vostro. Se obbedirete sarete ben guidati. L'Inviato non deve che trasmettere in modo esplicito [il Messaggio]. (Surat an-Nûr, 47-54)
L’obbedienza al Messaggero dovrà provenire dall’intimo del cuore e con totale impegno. I credenti dovranno sapere che la determinazione del Messaggero è giusta e quindi non dovranno mai nutrire dubbi circa la loro obbedienza. Questo è un punto estremamente importante, dal momento che obbedire con riluttanza è descritto nel Corano come un segno di miscredenza: No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente. (Surat an-Nisâ’, 65)
L’obbedienza è un segno sicuro della fede in Allah e della totale disponibilità a servirLo. È certamente il solo mezzo di salvezza per l’uomo. Come Allah ha menzionato in sura Al-’Anfâl, 24: "O voi che credete! Rispondete ad Allah ed al Messaggero allorché vi chiama a ciò che vi dà la (vera) via, e sappiate che Allah si frappone fra l‘uomo ed il suo cuore, e che è verso di Lui che sarete riuniti". Il Messaggero chiama gli uomini alla salvezza eterna. In un altro versetto, Allah ci mostra che il Messaggero chiama i credenti alla salvezza, alla libertà, alla soddisfazione proibisce il male. Nel versetto 157 di sura Al-A’râf, Egli dice:
... a coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell'Ingil, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno.
La vittoria dei credenti dipende parimenti dalla loro obbedienza al Messaggero e a quanti di loro detengono l’autorità. Come contropartita alla loro obbedienza, Allah li sostiene e accorda loro una vittoria gloriosa. L’inverso è ugualmente vero. In caso di disobbedienza, perderanno la supremazia sui miscredenti. Allah, nel versetto che segue, riferisce un incidente accaduto ai tempo del Profeta:
Allah ha mantenuto la promessa che vi aveva fatto, quando per volontà Sua li avete annientati, [e ciò] fino al momento in cui vi siete persi d'animo e avete discusso gli ordini. Disobbediste, quando intravvedeste quello che desideravate. Tra di voi ci sono alcuni che desiderano i beni di questo mondo e ce ne sono altri che bramano quelli dell'altro. Allah vi ha fatto fuggire davanti a loro per mettervi alla prova e poi certamente vi ha perdonati. Allah possiede la grazia più grande per i credenti. (Surat al ‘Imrân, 152)
La salvezza non può essere ottenuta che per mezzo dell’obbedienza. Quelli che non ubbidiscono al Messaggero e seguono un altro cammino che non sia la rettitudine, rischiano come destino finale di andare all’Inferno, come Allah ha dichiarato esplicitamente nel Corano:
Chi si separa dal Messaggero dopo che gli si è manifestata la guida, e segue un sentiero diverso da quello dei credenti , quello lo allontaneremo come si è allontanato e lo getteremo nell'Inferno. Qual triste destino. (Surat an-Nisâ’’, 115)